Il Rimini di Rota & Company

LA PROGRAMMAZIONE Difficile prevedere il futuro, di questi tempi. La pandemia ha reso ancora più incerto il domani di tutti noi, In casi del genere, cercasi punti fermi disperatamente. E i punti fermi, inutile girarci intorno, appartengono inevitabilmente al passato, l’unico tempo di cui abbiamo certezza. Si dice che non ha futuro chi non ha passato, e un ragionamento simile lo hanno sicuramente fatto i dirigenti del Rimini in questa nuova ripartenza che la piazza si augura favorevole dato che i presupposti ci sono eccome (!) vedendo l’operato del DS Andrea Maniero nella campagna rafforzamenti.

Un restyling reso necessario, a sua (e a nostra) insaputa, abbiamo scoperto quanto sia importante l’indice di liquidità di un club di calcio. Non è un modulo difensivo, e neppure un dotto riferimento alle teorie di Bauman sull’evoluzione del corpo sociale  nel nuovo millennio. Trattasi bensì di un parametro economico che indica quanto una società sia in grado di onorare i propri impegni finanziari a breve termine. In questo caso, in termini di rosa, spazio a giocatori di categoria a prezzi contenuti o quantomeno la spesa deve corrispondere al reale valore del tesserato; utile al mosaico non solo per gli scatti fotografici d’inizio stagione. E pazienza se Vuthaj, Ricciardi, Casolla, Scotti sono usciti direttamente dalla porta principale. L’indomani è il nuovo orizzonte.

L’IMPORTANZA DEL NOI Nessun dorma. Tranquilli. La felicità è ascoltare il rumore dei vivi, quelli che per intenderci occupano le poltroncine o i gradoni dello stadio, da Rimini ad ogni angolo d’Italia. E lo abbiamo visto con il silenzio, ove il silenzio fa più rumore di ogni parola. Abbiamo visto quanto siamo fragili, nonostante l’ultima stagione non sorrida ai colori tradizionali, ci vogliono i peggiori incubi per riscoprirci e sentirci felici dentro pomeriggi di fuoco, di freddo, colorati e grigi ma comunque magici. L’obiettivo è quello di vedere famiglie allegre attorno una palla che ruzzola. I presenti, in primis il Direttore Generale (ex Fano) Franco Peroni, si fanno carico di compensare i vuoti e rappresenteranno gli assenti, sperando che l’amministrazione ci senta sulla macchia nera chiamata Gaiofana, obbiettivo reale del nuovo Rimini targato Rota & Company. Insomma, vecchia storia e lezione sempre utile anche se inutile, bisogna perdere le cose per tornare ad amarle e in questo periodo di smarrimento è stato così: il silenzio prima, timide proteste per un saluto veloce allo stadio prima della partenza per Castel del Rio, per poi riaccendere la passione nei primi test amichevoli. D’accordo non sarà campionato, non saranno gare ufficiali, ma la bandiera è tornata ad alzarsi per essere infine sventolata. Attenzione, il tifoso ha scelto in questo caso il “noi”, in un abbraccio collettivo che ha saputo in questo momento riunire ed avvicinare gli appassionati quasi a captare quel bisogno della dirigenza imponendosi in un’idea di messaggio da campagna abbonamenti: ”We need you” tradotto: “Abbiamo bisogno di Voi”.

OCCHI DI RIGUARDO Dentro le buone intenzioni di una strada lastricata di biancorosso ce il naturale tentativo di dribbling ai problemi. Mica facile, di questi tempi. Eppure i riferimenti, in un Rimini, alle prese con l’obbligo di sistemare i conti, sono anche a lungo termine. Apparecchiando il futuro si cercano sprazzi di serenità e a tavola si siederanno tutti i nuovi esponenti del settore giovanile che sarà orfano di Magi, Ricchiuti ma soprattutto della bandiera Cinquetti. Largo ai giovani è il motto che tanti desidererebbero sentire, pensando ai posti occupati da chi quella poltrona proprio non vuol lasciarla neppure sotto tortura. Eppure il Rimini ha scelto un cambiamento radicale in tutti i sensi: prodotto nostrano con ingredienti di provenienza solo da società limitrofe, il tutto gestito da un uovo responsabile esterno coadiuvato da una persona del posto. Lo staff comprese le collaborazioni esterne annovera tanti nomi provenienti dalla vicina Fano, ma le questioni extracalcistiche non interessano, l’importante è dimostrare. Sui giovani del Rimini ci saranno anche gli occhi di esponenti della Torino granata, questo per dare un segnale forte augurandosi che le giovani speranze biancorosse possano divertirsi ma anche coltivare un sogno, il proprio sogno. Questo percorso racchiude trappole terribili perché ogni giorno sarà opportuno dimostrare. Un percorso che dentro porta il tramonto o anche un’altra alba radiosa, che non è per tutti. Ci sarà sicuramente un presente, il futuro deve essere scritto, e l’ultimo, probabilmente, chiuderà la porta alle proprie spalle, semmai senza necessariamente sbatterla.

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