RIMINI. NUOVA FREQUENZA CANALE AR/CG

IL DISEGNO. Prima di mettersi a sedere, c’era già un’idea: e poi dopo, avendo steso un piano, quello che in genere si chiama progetto, ne sono nate altre. Perché quando ce tempo davanti a sé, conviene non perderne troppo, e tracciare su fogli bianchi ciò che sa di sogno. Il Rimini che verrà, made in Rota(?), è già stato più o meno disegnato, porta dentro di se quel ch’è noto, e di immagine quel che accadrà. C’è una squadra che ha talento in abbondanza, sgorga in ogni zona del campo. Ci sono i Tonelli e anche i Gabbianelli, ci sono i Gremelin e pure i Tomassini, tra le ombre, gioca Arlotti, con possibili acquirenti e pericoli dunque ingovernabili, come offerte che seducono a prima vista o forse no: però esiste un solco e va inseguito. Qui subentrano i giovani, i nostri giovani, i prodotti del vivaio biancorosso scelti da Marco Gaburro e company per il ritiro di Castel del Rio, che non sarà Rio de Janeiro in termini di classe brasileira ma bensì quel made in Emilia Romagna che ha permesso al Rimini di allacciare  rapporti esterni  uscendo dal guscio della propria provincia. Niente S.Agata Feltria, niente Neri almeno per una volta. Partenza sprint dallo stadio e allenamento nel silenzio bolognese.

IL PESCATORE. Il presidente Alfredo Rota, ancora una volta si prende la copertina. Per definire questo suo passaggio, per certi versi anomalo, accendiamo la radio e ci soffermiamo nell’ascolto della canzone di Fabrizio De Andrè dal titolo:” Il Pescatore”. In questo caso scegliamo una strofa che recita:”E fu il calore d’un momento poi via di nuovo verso il vento davanti agli occhi ancora il sole dietro alle spalle un pescatore”. La figura del pescatore indica tutto quello che è stato pescato nell’Adriatico spostandosi nella vicina Fano per poi tornare nel proprio cerchio e appropriarsi di due terminologie non appartenenti a una squadra di serie D o comunque all’ambiente riminese: lo Skill e lo Slo. Due figure che hanno creato qualche imbarazzo in fatto di terminologie ma che si spera che possano portare il Rimini comunque lontano, già lontano dalla serie D. Se la prima in sostanza rappresenta la metodologia lavorativa attraversando le capacità, competenza e abilità tecniche partendo dalla basi del soggetto o correggendolo ad opera in corso, la seconda, ha un ruolo immensamente più delicato di contatto chiave tra il club e i sostenitori di esso fornendo la propria consulenza alla stessa società in qualità di consulente esperto in materia ed assicurando un collegamento ed un canale di comunicazione continuo tra il club ed i tifosi; promuovendo il miglioramento di questa relazione. Inoltre lo Slo deve lavorare in stretto contatto con le istituzioni cercando di mantenere vivo un rapporto che a Rimini spesso si è spento già prima dello start. Il pescato in questo caso è direttamente made in Rimini.

SCACCO MATTO. Alfredo Rota dopo lo scivolone sul ripescaggio avrà guardato quel business plan fornito da Maniero, si è sistemato al centro dei propri pensieri, ha evitato di tormentarsi per quella improvvisa fuga di capitali dal bilancio ripescaggio ed ha guardato nella tenebre per scorgere un filo di luce e pure d’aria, chiusa una stagione, e senza infingimenti, meglio spalancarne un’altra  che aiutasse a costruirsi l’idea di un progetto che potesse appartenere a un visionario per la C ma realistico per la D. Come in un film, riuscito quasi sempre bene e a volte anche benissimo, Rota ha ripetuto lucidamente alcune scene del passato, ha scavato con freddezza nel gigantesco archivio del calcio, ha messo assieme, foto montando identikit e natura, infine ha osato, forse abbagliato dalla musicalità del football riminese, regalandosi  Claudio Gabellini (?) l’imprenditore che domenica guarda caso era a vedere il Rimini in tribuna al Calbi di Cattolica, insieme, al prossimo, futuro direttore generale Franco Peroni e al figlio Matteo Roguletti neo responsabile del settore giovanile biancorosso. La vita d’un club dipende dalla propria disponibilità economica e tra avere e non avere passa una differenza abissale, certo non trascurabile: però c’è il passato che insegna e la solidità economica, a cui hanno attentato il Covid negli ultimi 13 mesi della sua gestione e il fallimento tecnico della precedente stagione, si trasforma in risorsa da fondere con le idee, da lasciare sgorgare dentro un’era nuova, a modo suo rivoluzionaria. In questo caso non c’è una luna verso la quale urlare, ma un orizzonte da scoprire, evitando di rovistare nelle tasche, mica nella testa.

(foto articolo @Gilberto Poggi)

** Promemoria Tv. Questa sera, alle ore 20, in diretta Facebook -pagina SportUp- la trasmissione dedicata al Rimini Calcio.

Previous post Rimini: Ennesimo colpo in entrata
Next post Rimini: Germinale per l’attacco