Rimini: un anno di Rota

L’ANNIVERSARIO Dodici mesi, ma con un occhio e un piede sempre rivolti al Rimini Calcio. La vita biancorossa di Alfredo Rota, attuale numero uno, è stata caratterizzata da alti e bassi, da stop forzati dovuti alla pandemia che ne hanno pregiudicato l’opera in corso. Sembra passato un secolo, invece dodici mesi prima, la chiamata a sorpresa dell’ex padrone o meglio patrono (lo chiamiamo affettuosamente così) Giorgio Grassi che decise di abdicare il trono riminese  proprio a favore di quest’ultimo:“era l’anniversario del mio matrimonio” ricordò allora Rota e in quel caso non ci fu donna che tenesse l’uomo incollato a quel  tavolo, l’uomo innamorato del pallone e di quel giocattolo che poteva finalmente essere suo. L’emozione del giorno dopo, alle prime ore del mattino, davanti a una  tazza di caffè, la voce rauca al telefono, con la promessa di farsi perdonare dalla moglie con  gli occhi che brillavano di fronte alla concretezza. La conferenza, la prima, gli uomini scelti ma anche i primi sbagli. Pelliccioni e Di Napoli entrati in casa e messi alla porta. Il richiamo di tanti ex desiderosi di rivalsa ma poi per tanti aspetti smarritisi durante il tragitto. Abbandoni, richiami in corso, apparizioni (Bresciani) e nuovi ingressi (Maniero). Il resto è storia di oggi.

RIPESCAGGIO Per riprendersi la fiducia dell’ambiente, Rota vuole un rilancio in grande stile dopo un’annata da dimenticare e quindi ha deciso di partire forte.Le prime sensazioni della nuova stagione sono positive. Rota è tornato a sorridere in vacanza. In Sardegna si è ricaricato mentalmente, segno evidente di una volontà precisa nel recupero del tempo perso per i tanti fattori e rapporti che hanno caratterizzato la sua direzione alla prima stagione.  La forza, la volontá, dalle parole ai fatti, con il completamento della domanda di ripescaggio; cosa impensabile vista la posizione del Rimini in graduatoria. Eppure l’incertezza, i disagi, la rinuncia di molti club ha spinto lui e la sua squadra a rischiare:” La serie D è un incubo per me e i tifosi”.  

LE SPERANZE Alla domanda Rota sorride, minacciando scherzosamente di alzare il gomito in caso di chiamata e di approdo nel mondo dei professionisti. Senza dubbio (ammettiamolo) è stato il modo migliore per ripartire ed iniziare un nuovo percorso. La delusione, comunque prevista, per un quinto posto finale e un play off sfumato, era comprensibile…ma quanti errori da parte sua(!) dettate da orecchie da mercante probabilmente.

LA PROGRAMMAZIONE Potrà sfruttare questo tempo per cimentare il feeling con l’allenatore: Gaburro sará uno dei punti fermi del nuovo Rimini, fin dall’inizio. Le premesse comunque ci sono. Sullo sfondo, resta infatti sempre la questione dell’interesse attorno al club, chiaramente la categoria farà la differenza non a caso quest’ultima ha portato incomprensioni e raffreddamenti tra le parti. In caso di serie C, il sereno tornerebbe a caratterizzare il cielo con la reciproca volontà di arrivare ad una soluzione soddisfacente. I tempi in ogni caso non saranno brevi , bisognerebbe capire successivamente anche l’evoluzione del mercato. La lunga marcia verso la serie C del Rimini è iniziata, magari solo una fantasia per alcuni, ma di sicuro Rota è di nuovo al centro di esso, e promette di voler resistere a lungo, ma questa volta, solo la  concretezza varrà il rinnovo da parte dell’intera piazza. In caso contrario, magari una nuova “rota” di scorta prenderà le redini al comando, altrimenti si ripartirà dalla serie D pensando anche per un semplice istante di aver cullato il sogno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Previous post Ufficiale. S.Ermete preso Marconi
Next post Ancona: scelto il tecnico Under 17